Il mercato dei programmatori

Buongiorno, vorrei un chilo di programmatori dotnet front-end, due chili di programmatori Java back-end, mezzo chilo di programmatori T-SQL e due etti di programmatori Angular JS.

Vi è mai capitato di leggere degli annunci di lavoro che hanno a che fare con il mondo dell’Informatica?

Io lo faccio da anni e l’impressione che ho è che si tratti di liste della spesa, ma la cosa che è cambiata negli anni è il genere richiesto. Fino a una decina di anni fa veniva richiesto un solo genere ovvero il programmatore, era come andare al mercato a fare spesa di frutta.
Adesso invece la richiesta è variegata, è come andare al supermercato e comprare frutta, verdura, carne, ecc.
Inoltre, la richiesta è sempre più specializzata:

Vorrei un caffè corretto in tazza calda col cacao, per favore.

Questo dipende dal fatto che nel corso degli anni l’informatica si è sempre più specializzata e cosi hanno dovuto fare i programmatori. Quindici anni fa i programmatori si sono dovuti specializzare su una piattaforma, Java o .Net, poi  si sono dovuti specializzare sul mondo Web o sul sistema operativo poi sul lato front-end o back-end.

Quello che è successo è che se venti anni fa un programmatore poteva essere impiegato in ogni ambito dello sviluppo di un software oggi occorrono N programmatori, ognuno in grado di occuparsi di un aspetto specifico del software da realizzare.

Questo è stato fatto con l’intento di realizzare dei software strutturati in maniera forte che soddisfino gli assiomi dettati dall’ingegneria del software.

Secondo me però si è ottenuto il risultato opposto perché è molto difficile trovare delle competenze cosi skillate e assemblare il tutto. Adesso ci sono troppe figure che devono lavorare in un progetto software e quando ci sono troppe teste è difficile maturare un pensiero comune e farle interagire in maniera proficua.

I costi dei software sono esplosi perché bisogna pagare N figure, è difficile reperire figure con questi skill cosi specializzati perché i programmatori non hanno il tempo per formarsi adeguatamente in quell’ambito.

Questo dipende dal fatto che le società non investono nella formazione dei propri dipendenti (dipendenti???), le tecnologie  viaggiano alla velocità della luce e specialmente  le società di consulenza hanno l’esigenza di ricollocare i propri programmatori quando si arriva a fine commessa e capita che a volte ti rivendano come carne e a volte come pesce.

Per farla breve, il mondo della programmazione è in continua evoluzione e richiede forme di specializzazione che i programmatori non riescono ad avere perché il mondo del lavoro non consente loro di formarsi e di coprire in pieno lo skill richiesto.

Il risultato è che serve sempre più tempo per creare il team di sviluppo perché non si trovano le persone skillate, spesso si assemblano team non adatti al software da realizzare, i budget sono tirati all’osso e conseguentemente ci si deve sbrigare a sviluppare ed il risultato che si ottiene è pressoché mediocre.

Il mio punto di domanda è:

Questa specializzazione cui è dovuto andare incontro il programmatore ha portato dei reali benefici per la realizzazione del software o ha solo introdotto problematiche?

Secondo me è un cane che si morde la coda nell’intento di ricevere pane e salame (salame milano stagionato, tagliato fino fino, separato da più strati di carta trasparente e confezionato nella carta stagnola).

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